L’idea

Sono tre misure, ciascuna con una soglia dichiarata. LCP (Largest Contentful Paint) registra quando compare l’elemento più grande della pagina, ed è il modo in cui si prova a misurare «quando la pagina sembra caricata»: la soglia è 2,5 secondi. INP (Interaction to Next Paint) misura quanto tempo passa tra un’azione dell’utente e la risposta visibile dello schermo: la soglia è 200 millisecondi. CLS (Cumulative Layout Shift) quantifica quanto i contenuti si spostano sotto gli occhi di chi legge mentre la pagina finisce di caricare: la soglia è 0,1.

Due scelte metodologiche contano più delle soglie. La prima: i dati sono field data, raccolti da sessioni reali, non da prove di laboratorio — quindi risentono di dispositivi lenti e connessioni cattive come le vive chi legge davvero. La seconda: il giudizio si dà sul 75° percentile, cioè sul valore sotto il quale ricade il 75% delle visite, separando telefono e desktop. Non si guarda la media, che una minoranza di sessioni disastrose sposterebbe poco, ma la coda: una pagina passa solo se va bene per tre visite su quattro.

L’insieme non è fisso. INP è nato come metrica sperimentale, è passato in stato pending nel 2023 ed è diventato stabile nel 2024 al posto di FID (First Input Delay), che misurava soltanto il ritardo della prima interazione invece dell’intera risposta.

Un esempio

Una pagina di giornale che compare quasi subito può comunque fallire il CLS: se il banner pubblicitario si carica un istante dopo il testo e lo spinge in basso, chi stava iniziando a leggere perde la riga, o clicca dove non voleva. Il caricamento era veloce; l’esperienza no.

Da dove viene

  • Google, Web Vitals (documentazione ufficiale, aggiornata): definisce le tre metriche, le soglie e la regola del 75° percentile, e documenta la sostituzione di FID con INP. web.dev/articles/vitals

Concetti collegati

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